Non siamo certo abituati a pensare all'Albania come un luogo di turismo di massa, ma questo sta cambiando. Tanto per cominciare proprio Tirana č diventata meta di una miriade di giovani viaggiatori di tutto il mondo (anche italiani). La cittą sta uscendo dignitosamente dal periodo di isolamento imposto dal regime Comunista locale, al potere fino a non molti anni fa, e dopo anni di crisi profonda finalmente la nazione intera si sta avviando verso un futuro ricco di opportunitą e cambiamenti socio-economici. Il mondo intero non vede pił l'Albania come un paese povero e problematico e cantieri e gru caratterizzano lo skyline cittadino.

Tirana č una cittą relativamente nuova, se si considera che fu fondata nel 1614 da Sulejman Bargjini (un signore feudale della regione, sotto controllo dell'Impero Ottomano), ed incominciņ a svilupparsi solo all'inizio del diciottesimo secolo. Il centro urbano si č esteso fino a comprendere diverse municipalitą, oggi rappresentate da undici piccoli distretti amministrativi chiamati Njėsi Bashkiake.

Nel complesso, l'area compresa tra i campus universitari e la centrale piazza Skanderbeg č stata oggetto di un grande processo di rinnovamento e riqualificazione. Un esempio su tutti, l'iniziativa di dipingere le facciate degli edifici di Tirana di colori vivaci e diversi con l'intento di caratterizzare la cittą e permettere ai suoi abitanti di esprimere la loro creativitą repressa. Ha funzionato, Tirana si č auto-colorata ed ha attratto l'attenzione dei media.

La maggior parte dei visitatori comincia l'itinerario di Tirana dalla vecchia Piazza Skėnderberg (Sheshi Skėnderbej), il grande spazio aperto al centro della cittą. La si riconosce per la moschea di Ethem Bey, costruita tra il 1789 e il 1823, e la Torre dell’Orologio (Kulla e Sahatit), alta 35 metri e costruita nel 1830. Uno sguardo a 360 gradi e si spazia dalla moschea, alla torre dell'Orologio, al Monte Dajti, che svetta ad est dai suoi 1613 metri d'altezza.

Il Museo Storico Nazionale (Muzeu Historik Kombėtar) č il museo pił grande dell'Albania. Il tratto distintivo del museo č anche il simbolo pił famoso di Tirana, l'enorme mosaico che ricopre la facciata dell'edificio. All'interno č descritta la storia dell'Albania, in mostra nelle otto sale dedicate all'antichitą, al Medioevo, al Rinascimento, all'Indipendenza, alla guerra anti-fascista, al comunismo e per concludere le sale dell'Iconografia e dell'etno-cultura.

Ad est del centro storico troviamo un altro interessante edificio di Tirana, il Palazzo della Cultura (Pallati i Kultures) la cui architettura monumentale č di chiara influenza sovietica. Pił a sud, lungo il Bulevardi Dėshmorėt e Kombit, si trovano l'ultramoderno Palazzo del Congresso e il Museo Archeologico, che contiene una interessante collezione di reperti e oggetti che vanno dalla preistoria al Medioevo. Sono numerose le aree interessanti di Tirana, tra cui Tajvani, nel centro storico, nella quale trovate tanti ristoranti, caffetterie, bar, locali notturni, e Blloku, una ex zona comunista, un tempo inaccessibile ai comuni residenti e riservata solo ai pił alti ufficiali di governo; dopo essere stato aperto al pubblico nel 1991, il quartiere si č man mano riempito di locali per il divertimento giovanile, tanto che oggi annova le migliori caffetterie della cittą.