I siti illirici scavati sino ad oggi non sono molti, ma la loro visita è gratificante grazie all’imponenza della mura e all’ambiente naturale incontaminato, che lascia chiaramente immaginare la grandezza dei tempi passati. Il percorso tortuoso e scomodo necessario per raggiungerli è compensato dall’appagamento visivo offerto dalle ampie vallate percorse da fiumi dal colore azzurro intenso e dalla corona di montagne, spesso innevate.

È il caso di Byllis, uno dei centri illirici meglio scavati e più conosciuti, appoggiato su una suggestiva piattaforma naturale affacciata sul fiume Vjosë a circa cinquecento metri sul livello del mare; la città dista solo trenta chilometri da Apollonia, lungo la via diretta in l’Epiro e in Macedonia. L’agorà di Byllis non è molto differente da quella di molte città greche: una piazza di quattro ettari è circondata su tre lati da una stoà, vi si trovano uno stadio, un teatro ed edifici pubblici. C’è anche una grande cisterna in cui si raccoglieva l’acqua che scendeva dai gradini dello stadio durante i piovaschi.

Il teatro poteva contenere settemila spettatori e questo ci può dare un’idea della consistenza demografica della città nel suo periodo di massimo splendore. Non molto lontano, la cittadina satellite di Klos (forse l’antica Nikaia) dispone di un secondo teatro in cui potevano trovare posto settecento spettatori. Questa fioritura di edifici di spettacolo dimostra che l’amore per la tragedia greca e per la commedia aveva fatto breccia anche nel cuore degli Illiri. Data la conoscenza ancora embrionale che la maggior parte di loro sembra aver avuto della lingua greca, non si può escludere che le opere teatrali subissero un adattamento in lingua illirica prima di essere messe in scena. In ogni caso, il grado di ellenizzazione delle popolazioni indigene doveva essere sufficientemente avanzato, perché gli abitanti di Byllis venivano invitati ogni quattro anni a partecipare ai Giochi pitici che si tenevano a Delfi, un privilegio negato ai barbari.

Byllis è raggiungibile in automobile con una piccola deviazione lungo la strada che unisce Girokastra ad Apollonia, ma la strada attualmente si presenta piuttosto dissestata. Si consiglia pertanto di raggiungere il sito con una fuoristrada è comunque mai in occasione di piogge molto intense, quando il versante può essere soggetto a piccole frane. I mosaici di età paleocristiana venuti in luce durante le campagne archeologiche non sono attualmente visibili in quanto protetti dagli agenti atmosferici tramite una copertura; la visita del complesso archeologico è tuttavia emozionante, sia per la splendida posizione naturalistica, sia per la presenza del teatro, delle terme di Giustiniano nonché di diversi edifici ecclesiastici ancora in buono stato di conservazione.