Berat La città di Berat, nominata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, rappresenta uno dei siti più emozionanti e ricchi dell'intera Albania. Benché la fondazione del centro debba essere ricondotta all'età del Bronzo, il suo fulcro monumentale è di età bizantina e ottomana, quando la grande Acropoli a strapiombo sul fiume Osum venne cinta da una imponente rete di fortificazioni, ospitando un centro abitato di notevoli dimensioni.

Dal punto di vista storico, l'origine di un centro abitato di una certa imponenza sembra debba essere collocato in età ellenistica, per la precisione nel III sec d.C., su impulso del diàdoco Cassandro, che fondò in questa splendida posizione strategica la città di Antipatrea. In età- bizantina, il centro si era notevolmente ampliato, venendo ribattezzato con il nome di Pulcheriopolis, in onore della sorella dell'imperatore Teodosio II.

Un ruolo molto importante è qui giocato dalla componente naturalistica: due rocche (la cittadella vera e propria e il colle di Goriza) creano una suggestiva strettoia che dà accesso alla città bassa, il cui fondale naturale è costituito dal massiccio montuoso del Tomori (a cui si legano, tra l’altro, diverse antiche leggende). L'attuale nome sembra invece derivare da“Beligrad”; un termine mutuato dalla lingua slava che si può tradurre come “ la città bianca”, un soprannome che si addice molto bene al caratteristico colore della pietra da costruzione locale che rende scintillanti gli edifici nei giorni più soleggiati.

A partire dal IX sec d.C. la città cadde in mano al regno di Bulgaria per poi essere acquisita, in modo definitivo, da Bisanzio nel XIII sec. sotto Michele I Ducas. La fortezza principale fu rimodellata prima dall'imperatore Giustiniano e poi dallo stesso despota Michele, a cui si devono la gran parte degli edifici civili visibili oggi; la popolazione cittadina era prevalentemente cristiana ed ogni quartiere si dotò di un proprio edificio di culto arricchito da pregevoli affreschi; oggi, sono visitabili ben venti edifici sacri, molti dei quali conservano ancora gli straordinari affreschi liturgici. Di particolare interesse, la chiesa della Santa Trinità, quella di San Teodoro, di San Michele e soprattutto quella di San Nicola, oggi trasformata in museo e ospitante un importante ciclo di pitture di stile chiaramente bizantino, realizzate dal più grande maestro albanese del medioevo: Onufri.

Alla sommità dell'Acropoli, neritano una sosta la grande cisterna per l'acqua (ancora visitabile) e la piccola moschea costruita nel 1827 in favore della guarnigione turca distanza nel castello. Di particolare interesse anche la città bassa, dominata da una rete di strade molto pittoresche disposte su tre livelli che hanno fatto meritare a Berat il soprannome di “ città dalle 1000 finestre".